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Quando le biblioteche entravano in un baule

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Prima i libri erano beni di lusso. Prima i libri non si lasciavano a casa quando si viaggiava. Erano preziosi. All’interno c’era lo scibile umano. Così capitava spesso che scienziati, letterati o gente di cultura, durante i lori viaggi, portassero con loro l’intera biblioteca in loro possesso. Sono nati così i bauli di libri. Ho scoperto questa storia leggendo un saggio di Ambrogio Borsani dal titolo “Governare la carta” pubblicato da Editrice Bibliografica. Riporto qui alcune chicche che ho appreso nella lettura. Conoscere ciò che i bauli contenevano significa accedere alla playlist di uno Spotify letterario di gente che ha fatto la storia della letteratura mondiale. È il caso di Francois Rebelais, la sua biblioteca portatile era composta dagli aforismi di Ippocrate, le opere di Platone, Seneca, Luciano, l’Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam e l’Utopia di Moro, fino al De revolutionibus di Copernico. Testi scottanti, al punto che Rebelais rischiava costantemente di essere acc…

Il più grande furto di libri della Storia

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Joanna, un font capolavoro di Eric Gill

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